
Non bastava la crisi dei mutui subprime, che ha investito il cuore del sistema finanziario internazionale; non bastavano i venti di recessione e la crescita dell'inflazione che, uniti assieme, evocano lo spettro della stagflazione; ci voleva anche Bernanke a completare uno scenario per nulla rassicurante. Quando il governatore della banca centrale più potente del pianeta si azzarda ad affermare pubblicamente la concreta possibilità di alcuni fallimenti nel sistema bancario: il panico è servito! Quindi ha fatto di peggio: per cercare di mettere una toppa, ha detto che si riferiva solo a banche regionali. Peggio che andar di notte! Immaginate, in un momento così delicato, quali deflussi di liquidità siano stati provocati da simili affermazioni. Deflussi di liquidità dagli istituti regionali a quelli nazionali e multinazionali che potrebbero finire per confermare le previsioni di Bernanke, provocando fallimenti a catena. E non basta! Oggi, quale soluzione alla crisi dei mutui, ha proposto alle banche di svalutare ulteriormente i crediti ipotecari sulle abitazioni il cui prezzo e' diminuito, cosi' da aiutare chi ha contratto un prestito ad evitare il pignoramento. Soluzione di dubbia utilità per le famiglie indebitate, ma sicuramente pericolosissima per quanto riguarda la stabilità del sistema finanziario mondiale, non solo americano.
La domanda che, a questo punto, sorge spontanea è: cosa ci aspetta?
L'amministrazione Bush, governata dai neoconservatori americani, è stata quanto di peggio abbia potuto sognare il peggior nemico degli Stati Uniti. Solo il nuovo candidato repubblicano John MacCain, potrebbe fare di più. Al conclamato fallimento geopolitico, si è aggiunto infatti il disastro economico. Mentre alle famiglie vengono pignorate le abitazioni ed annullate le carte di credito, le casse dello stato sono vuote - o meglio - sono piene di cambiali il cui rinnovo dipende principalmente dalla benevolenza della Cina e degli Emirati Arabi.
La verità è che la politica di questi otto anni di amministrazione repubblicana ha completamente trascurato lo sviluppo dell'economia e delle buone relazioni internazionali che la favorissero, per seguire pedissequamente un progetto studiato nei primi anni novanta e reso pubblico nel 1997. Un progetto volto ad affermare l'assoluta supremazia morale, politica, economica e militare degli Stati Uniti sul mondo intero: The Project for the New American Century. Un progetto che ancora non si è concretizzato.
Il progetto dei neoconservatori sulla creazione di un Grande Medioriente governato da "regimi amici", esteso dal mediterraneo all'oceano indiano e dal mar Caspio al golfo persico, con centro capitale Bagdad e protetto dall'ombrello nucleare di una potenza regionale fidatissima come Israele, non è stato infatti ancora completato: mancano al puzzle Iran, Siria e Libano. McCain potrebbe completare l'opera, anche se le sue bellicose attenzioni sono rivolte già verso Russia e Cina.
Nel frattempo si lanciano bombe a tempo in direzione di scenari da loro giudicati potenzialmente pericolosi. La promozione ed il riconoscimento dell'indipendenza del Kossovo potrebbe avere effetti deflagranti sia in Europa che nella Federazione Russa. D'altra parte, la disgregazione della Russia sul modello yugoslavo, fa parte del progetto dei neoconservatori; così come fa parte del loro progetto "la necessità di frenare la crescita politica, economica e militare dell'Unione Europea". Due piccioni con una fava, insomma.
Il fatto che Wall Street scenda, il dollaro precipiti, che il petrolio sia oltre i cento dollari e l'oro quasi a mille, non li preoccupa più di tanto. Li preoccupa di più il processo di creazione di una Unione Sudamericana plasmata sul modello europeo. Meglio quindi fomentare un nuovo focolaio di crisi. L'uccisione, approvata da Washington, del mediatore che trattava con Sarkozy e Chavez la liberazione di Ingrid Betancourt, ostaggio delle FARC colombiane, ne è un esempio.
Volenti o nolenti, tuttavia, sino al gennaio del 2009 gli americani dovranno tenersi questa amministrazione. La speranza dell'America, e del mondo intero, in un cambiamento radicale è grande. Ma in questi mesi non si possono escludere eventi eclatanti che focalizzino l'attenzione degli elettori sui temi della sicurezza, al fine di favorire il candidato MacCain. Intanto all'economia ci pensa l'amico Bernanke...